Pubblicato da il 9 Giugno 2017

La società toscana di autotrasporto prevede di raggiungere 80 milioni di fatturato, si pone come obiettivo la quotazione nel 2020 e programma nuove acquisizioni e investimenti.
Entro pochi anni un trasportatore puro sarà per la prima volta quotato alla Borsa di Milano. La società livornese Friultrasporti Industriali ha infatti rivelato il nuovo piano di sviluppo aziendale che raggiunge un’importante crescita del volume d’affari e l’opportunità di accedere al mercato dei capitali per fare il necessario salto dimensionale.
“Vorremmo che l’azienda passasse da essere una discreta realtà nazionale a diventare una piccola multinazionale dei trasporti”, spiega l’amministratore delegato Paolo Beltramini, precisando che “oggi sul mercato la competizione si gioca in ambito continentale e per rimanere al passo con aziende di dimensioni sempre maggiori (alcune di queste dell’Est Europa) è necessario fare investimenti importanti che richiedono risorse finanziarie ingenti”. L’azienda di autotrasporto e logistica negli ultimi tempi sta crescendo molto nel segmento dei carichi liquidi e dei prodotti alimentari, anche se più del 40% dei trasporti dell’attività è riconducibile allo zoccolo duro dei settori chimico e siderurgico.
Friultrasporti è un’impresa che ha saputo ampliare il proprio raggio d’azione anche al terminalismo portuale (controlla Intercontainers e Reefer Terminal a Livorno) e nel 2016 ha raggiunto un fatturato consolidato di 44 milioni e un utile ante-imposte di 1,1 milioni. L’obiettivo però è far salire il volume d’affari a 57 milioni quest’anno, 70 milioni nel 2018 e 80 milioni nel 2019. “Dal 2020 con la quotazione in Borsa e tramite acquisizioni e/o fusioni che intendiamo portare a termine in Italia e all’estero pensiamo che si possa arrivare a un ulteriore raddoppio del fatturato entro il 2025”, aggiunge Beltramini specificando che si aspetta un incremento delle attività soprattutto in Spagna (dove a breve sarà aperta la controllata Friultrasporti Iberica con sede a Valencia) e in Grecia.
Per il biennio 2017-2018 l’azienda ha pianificato investimenti per circa sette milioni di euro in nuovi semirimorchi adatti a essere imbarcati sulle navi e casse mobili per i treni ma ha già in mente un potenziamento anche delle attività di logistica: “Stiamo pensando a qualcosa che possa nobilitare il servizio offerto alla merce” specifica Beltramini, preannunciando che “dopo un primo scalo sperimentale di una nave dal Sud America carica di pere dall’Argentina, il prossimo anno investiremo su nuove attrezzature al Reefer Terminal di Livorno perché ci aspettiamo nuove toccate di navi cariche in stiva di frutta proveniente dal Sud America”. Una novità interessante e in controtendenza rispetto alla consuetudine sempre più frequente secondo cui la frutta ormai viene trasportata a bordo di container refrigerati e sempre meno nelle stive delle navi.
A dare impulso alla crescita dei volumi trasportati da e per l’Italia sono i collegamenti marittimi ro-ro, le cosiddette autostrade del mare, che rendono possibili catene logistiche fino a qualche anno fa impensabili o poco competitive. Per Friultrasporti, che fa parte del consorzio internazionale Astre, l’obiettivo a medio termine è raggiungere la quota di 60 mila imbarchi di semirimorchi ogni anno nel 2019 da e per la Spagna. “Lo sviluppo dell’offerta intermodale dell’impresa è resa possibile dalla consolidata collaborazione con il Gruppo Grimaldi, che ormai vanta una copertura giornaliera di tutte le principali rotte mediterranee verso Spagna, Tunisia e Grecia, Malta, Sardegna, Sicilia, fino al Mar Baltico”, conclude Beltramini che proprio con la società armatoriale partenopea è stato fra i fondatori dell’associazione Alis (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile).

Fonte: Nicola Capuzzo www.trasportoeuropa.it